Vecchio nome Nuovo progetto - Destra Brenta
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Vecchio nome Nuovo progetto

Come ogni settembre e con l’evolversi dei tempi e delle situazioni anche il nostro “cantiere culturale della destra” cambia. Ci sono cambiamenti interni grazie alla crescita dei partecipanti e cambiamenti nel modo di porsi verso l’esterno: il blog diventa sito e prende una nuova veste grafica, cambia logo ma non il riferimento alla torre e ai leoni, simbolo della città.

Non cambiano i valori di riferimento che in estrema sintesi possiamo riassumere in “identità, tradizione, cultura”. La grossa novità sarà la maniera di raccontarli e concretizzarli: cercheremo di farlo attraverso la divulgazione e la realizzazione di articoli di taglio storico-artistico per rimarcare l’appartenenza ad un peculiare modello culturale.

Cerchiamo innanzitutto di chiarire un fattore di ambiguità: parlare di destra e sinistra è utile al massimo per semplificazioni di natura politica ma non definisce correttamente chi siamo. Sono termini “obsoleti”. Manteniamo però questo nome per significare la continuità del nostro progetto locale e perché le nostre radici affondano nella “destra sociale” (che ha avuto nell’MSI il più serio e più noto rappresentante) che meglio ha difeso la nostra visione del mondo e dell’uomo.

Un’altra precisazione va fatta in merito all’approccio che vogliamo adottare per affrontare gli avvenimenti che stiamo vivendo: cercherà di essere più culturale e meno politico. Vorremo parlare un linguaggio più ampio e rifiutare le semplificazioni implicite nella ricerca del consenso politico. La politica oggi è sinonimo di sofisma, la cultura invece di ricerca di verità; la politica ha per scopo il potere, la cultura ha per scopo se stessa. Non disdegniamo l’agone politico ma preferiamo combattere la battaglia delle idee.

L’essere umano è un animale sociale (Aristotele) “fatto” per vivere in comunità e l’appartenenza alla stessa si manifesta nella condivisione di modelli culturali. Evidenziare questi modelli, le manifestazioni artistiche, il percorso storico, le attività e le tradizioni di coloro che ci hanno preceduto ci permette di creare maggiore consapevolezza di chi siamo come singoli e come collettività. Inoltre, questa ”eredità” che le generazioni precedenti ci hanno trasmesso non è un elemento morto, accessorio, fisso o fossilizzato ma è un elemento vivo, vivificante e indispensabile per edificare un domani sostenibile per noi e per l’ambiente che ci circonda.

Rispondiamo all’intramontabile accusa di razzismo: in questo non è implicito nessun disprezzo o giudizio su tutto ciò che è “altro”. Anzi crediamo che chiunque ami la propria cultura ci sia camerata nella lotta contro un mondo globalizzato che parla di culture ma come qualcosa di passato, da chiudere in una teca, come se ormai le storie dei popoli fossero finite, come se le diversità culturali e le identità siano cosa morta.

A partire da questo le applicazioni pratiche e quindi politiche sono evidenti: pensiamo alla sciatteria con cui si vorrebbe concedere la cittadinanza (ius soli); alla faciloneria con cui i nostri politici rinunciano alla sovranità nazionale; alla gestione incosciente dei flussi migratori; alla pervasività con cui le teorie gender hanno invaso le scienze sociali; alla mancanza di tutela della famiglia; al relativismo (pensiero debole) che offusca la filosofia e profana il Sacro.

Attorno all’identità si gioca il nostro futuro e quello delle generazioni a venire: questo sito è il nostro contributo.
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