Umbria Liberata - Destra Brenta
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Umbria Liberata

Una vittoria di tutti: cala l’astensione +10% di votanti dalle scorse regionali (una volta tanto…).

PD: ridimensionato.
Il “nemico di sempre” aveva molta difficoltà a presentarsi in Umbria (le elezioni si sono svolte anticipatamente proprio per uno scandalo legato alla sanità che ha coinvolto esponenti di primo piano del Pd). Nonostante il tentativo di sminuire il voto a “robetta di condominio” il Partito ha fatto di tutto per cercare di salvare il salvabile (tranne dare spazio a Renzi, e col senno di poi sarà un bene o un male?), tutto sommato poteva andargli anche peggio.

M5S: asfaltato (-50% dalle europee).
È questo il vero messaggio che arriva dall’Umbria. La linea dettata da Grillo e seguita (suo malgrado) da Di Maio ha ricevuto una pesante bocciatura. Il M5S ha tradito la sua natura populista (che piaceva anche a certa destra, quella dell’attacco alla “casta” per capirci) per abbracciare il partito che più di tutti rappresenta il sistema, l’establishment, la deriva antropologica, le politiche supine all’ultracapitalismo UE.

CDX: nettamente vincitore (una differenza fra i due contendenti di quasi il 20%).
Difficile giudicare il cdx, gran parte del lavoro l’ha fatto il M5S. Certamente risultano forti e in forma sovranisti e conservatori (non per niente il centro-sinistra continua a parlare di limitare il diritto di voto), il tallone d’Achille è la “destra-liberale” (Forza Italia) sempre più striminzita, poco rappresentativa, incapace di trovare una figura di riferimento, e tentata dalle sirene renziane.

Da “medioevali semplici” auguriamo al centro-destra la stessa marcia vittoriosa di Giulio II nel settembre-novembre 1506 che dopo aver riportato all’obbedienza Perugia puntava su Bologna, piazza ben più guarnita.
Il responso a gennaio (regionali in Emilia Romagna).

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