#RussiaUkraineWar - Destra Brenta
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#RussiaUkraineWar

Da storici sappiamo che ogni guerra non è frutto di un cattivone pazzoide che si diverte ad uccidere ma sono eventi complessi che hanno diverse cause spesso difficili da gerarchizzare, e che solo con il tempo si possono comprendere pienamente.

La Russia è sotto accusa perché ha iniziato: è vero. Tuttavia i russi portano motivazioni che sono altrettanto vere. È dal 2014 che si protrae una guerra sporca in Donbass (il fatto più noto è la strage di Odessa) che colpisce soprattutto la minoranza russa dell’est del paese. Inoltre, il posizionamento geopolitico dell’attuale governo ucraino è stato (quanto meno) battagliero, la Storia insegna che uno Stato cuscinetto fra due superpotenze, se vuole sopravvivere e prosperare, deve mediare e non prendere le parti di uno dei due contendenti, vedi ad esempio il rifiuto alla “finlandizzazione” ovvero allo status di paese neutrale.

Dal punto di vista militare rendiamo onore al popolo ucraino che si sta battendo in maniera sorprendente. Allo stesso tempo è evidente di come i russi non stiano mettendo in campo tutta la loro potenzialità. Tutte le ultime guerre (Jugoslavia, Iraq, Afghanistan) sono state vinte grazie alla superiorità aerea, bombardando e scegliendo di preservare il più possibile le forze di terra; i russi stanno facendo esattamente il contrario, non fanno valere la superiorità aerea, limitano i bombardamenti, e avanzano via terra.

Il comportamento dell’Europa è invece imbarazzante: ha preso esplicitamente le parti dell’Ucraina rinunciando ad un ruolo di mediazione (veramente scomposte le uscite del nostro ministro degli esteri), scelta masochista per le interelazioni esistenti fra Russia ed Europa forti anche nel bassanese, pavido l’atteggiamento di fornire armi senza prendersi la responsabilità di usarle (l’antichissimo “armiamoci e partite”), ignobili le intimidazioni e discriminazioni contro i cittadini russi in particolare verso gli uomini di cultura o le persone disabili, bizzarre le manifestazioni autodefinitesi “per la pace” ma che tifano per una delle parti belligeranti, bloccata ogni fonte di informazione russa ci limitiamo a subire la narrazione ucraina della guerra.

E questo è un altro tasto dolente: peggio dei politici europei stanno facendo solo i giornalisti europei. È difficile capire il quantitativo di fake news strappalacrime che ci stanno propinando, la più nota è il video-fake mandato in onda dalla RAI ripreso da un videogioco, difficile capire se sia informazione o propaganda ma d’altronde è rimasta una sola voce a parlarci della guerra ed è quella ucraina.

In conclusione rifiutiamo la logica bene-male, noi-altro, amico-nemico, speriamo e preghiamo per una pace giusta, che ponga fine al conflitto tra due popoli che sono stati fratelli per buona parte della loro storia.

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