POSIZIONAMENTO (considerazioni in vista delle Regionali) - Destra Brenta
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POSIZIONAMENTO (considerazioni in vista delle Regionali)

Fra poco meno di un mese (20-21 settembre) si svolgeranno in Veneto le elezioni regionali e, se a quelle passate non abbiamo avuto occasione di prendere posizione, oggi la situazione è diversa.

I criteri che ci spingono al presa di posizione sono:

  • la necessità di cambiamento, di dare una svolta al peso della destra a Bassano e in regione;
  • la necessità di creare una filiera virtuosa che non si manifesti solo nella spartizione dei candidati;
  • la necessità di avere un riferimento che prenda posizioni ferme nella battaglia culturale sia per la difesa della nostra identità (religione tradizionale, storia, cultura, patrimonio artistico, saperi popolari) sia per la difesa della legge naturale (bioetica, difesa della vita, difesa della famiglia).

 

Il partito
Non è un segreto la nostra collaborazione con FDI, in particolare nell’ambito culturale. In questo momento è la forza politica che ha una “visione del mondo” sufficientemente chiara o quanto meno i suoi riferimenti culturali non sono troppo fumosi o ondivaghi (vedi Lega).
E’ bene evidenziare che questo non è merito delle esperienze politiche della destra nella seconda repubblica (post-Fiuggi), tutt’altro. Il merito è di quelle radici che affondano fino all’MSI: nonostante i molti difetti, divisioni, incoerenze è stato il principale riferimento politico della destra politica italiana per metà novecento.
Se vogliamo fare un esempio opposto il partito che non ha alcuna “visione del mondo” e che quindi è pronto a rimangiarsi ciò che ieri ha detto e che è il peggior esempio di “trasformismo” da quando questo termine è stato coniato (dopo l’Unità), sono i 5 Stelle.
En passant rileviamo che FDI ha particolarmente a cuore l’identità, e che questa ha diversi livelli: quello regionale è uno di questi. L’autonomia per essere concreta e viva può e deve avere come fondamento la tutela della nostra identità, chi persegue altre finalità: fiscali, economiche, propagandistiche, etc.. non ha ben chiaro la natura del dibattito.

 

La preferenza
La scelta del partito può apparire sufficientemente scontata ma non lo è invece quella della persona; infatti il candidato che sosteniamo sarà Vincenzo Forte.
Con Forte nel corso dell’ultimo anno, appena dopo le amministrative bassanesi, si è creata una collaborazione attiva che ha dato frutti importanti nell’ambito che noi preferiamo: la battaglia delle idee. Rileviamo che non possiamo fare questa considerazione di nessun altro politico bassanese.
A livello nazionale ha portato alla collaborazione con importanti testate culturali come Cultura & Identità e Il Giornale OFF. A livello bassanese ricordiamo la conferenza di settembre scorso sui temi bioetici (un piccolo Congresso della Famiglia a livello bassanese) e il ciclo di conferenze storiche (di livello accademico) realizzato in contrapposizione ai soliti “Venerdì Storia” coordinati dall’ANPI.
Oltre a questa collaborazione attiva aggiungiamo la necessità di un netto cambio di marcia nella destra bassanese che anche alle ultime elezioni amministrative, presentandosi divisa, ha ottenuto risultati molto inferiori alla reale presenza nel dibattito politico cittadino ma anche alla sua presenza storica in città.
A nostro avviso (ma questo lo diciamo anche perché siamo i “giovani”) è forse il momento di un cambio generazionale.

 

PS: L’articolo necessita di una postilla: qui stiamo cercando (bene o male) di parlare di politica e quindi accettiamo critiche su questa materia mentre non accettiamo critiche sui legami familiari.
Da medievalisti guardiamo con nostalgia al nepotismo, strumento che i Papi utilizzavano per stabilizzare la gestione del potere a Roma, quindi nella cristianità, quindi dell’Europa. E dal punto di vista “mitopoietico” non ci dispiace nemmeno la definizione di “klan” che richiama alla mente kilt, cornamuse, whisky e lotta.

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