"Nostalgia degli Dei. Una visione del mondo in dieci idee", di Marcello Veneziani - Destra Brenta
636
post-template-default,single,single-post,postid-636,single-format-standard,qode-quick-links-1.0,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode_grid_1300,footer_responsive_adv,qode-theme-ver-11.2,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-5.2.1,vc_responsive

“Nostalgia degli Dei. Una visione del mondo in dieci idee”, di Marcello Veneziani

O tempora, o mores!
L’esclamazione viene spontanea se riflettiamo sulla società atomizzata in cui ci troviamo a vivere, una società in cui la spiritualità viene considerata debolezza, dove la legge naturale viene costantemente disprezzata e messa in discussione, una società che obbedisce alla rinuncia delle proprie radici cristiane voluta dai capi di un’Europa sull’orlo dell’abisso identitario. L’Abisso, è un concetto che trova la sua contrapposizione in un altro tema heideggeriano, quello del Fondamento, ovvero quella base che ogni civiltà vitale deve avere in contrapposizione al nulla, quel nulla che a volte assale gli uomini e li precipita nella nostalgia, cioè “dolore (algia) per il ritorno (nostos)”, in ciò che la cultura greca intende come una sofferenza verso una condizione di beatitudine originaria. La nostalgia, da Platone, viene descritta nel Simposio come desiderio; Il termine desiderio deriva dalla composizione della particella privativa “de” con il termine latino “sidus, sideris”(plurale sidera), che significa stella. Dunque “desidera”,da cui “desiderio”, significherebbe, letteralmente, “condizione in cui sono assenti le stelle”, quelle stelle a cui gli uomini si rivolgevano per avere risposte alle loro domande esistenziali e che in assenza di esse li lasciava con un buco nel petto, privi di un Fondamento contro quel nero Abisso. E’ nelle stelle che risiedono gli Dei, e i Miti, che Veneziani non intende come creazioni fantastiche, ma come archetipi su cui si basa l’umanità. Sono dieci idee originarie, su cui si basa il Fondamento della civiltà indoeuropea, Tradizione, Destino, Famiglia, Patria, Dio, Anima, Mito, Ritorno, Civiltà, Comunità. Qui l’autore, che è ben conscio dell’inconsistenza del pensiero moderno, ripropone un pensiero pre-cristiano ma che comunque tiene largo conto del lascito del Cristianesimo.
Privilegiando il concetto greco di nostalgia, invita a percorrere sentieri diversi da quelli proposti da questa drammatica età moderna, senza mai rassegnarsi e andando coraggiosamente avanti. Tra le figure proposte, una delle piu necessarie oggigiorno, c’è la Famiglia. Nel capitolo ade essa dedicato l’autore difende la natura umana, la storia di ogni civiltà, il legame primario, l’amore incondizionato per i genitori e i figli. Nessun altro legame è paragonabile. Non vi è società fuori dalla famiglia.
Veneziani individua il declino dell’occidente nella perversa sintesi tra individualismo e mercatismo che sono poi i precetti della filosofia di moda, quella liberal, in cui finanza e tecnica non diventano più mezzi, ma scopi per cui vivere.
Il capitolo più bello, sicuramente è quello sulla Tradizione, in cui si capisce veramente cosa essa sia, non una cartolina sbiadita del passato, ma una fiamma palpitante, ritornante nel cuore degli uomini, che suggella il primato dei doveri contro chi sbandiera i diritti individuali come suprema conquista.
“La Tradizione sta al tradizionalismo come la fiamma sta alle ceneri”

No Comments

Post A Comment