LA MESSA IN LATINO - Destra Brenta
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LA MESSA IN LATINO

Secondo il grado di solennità di questi altri riti, la Messa si suddivide in:

–  Messa papale: celebrata dal Papa assistito dal Sacro Collegio dei Cardinali e dalla sua Corte, è il prototipo del rito romano e con essa e la sua storia si spiegano numerosi riti.

–  Messa pontificale: è la Messa celebrata dal Vescovo o da altri Prelati superiori con tutti gli attributi della loro dignità e il servizio dei ministri superiori (Diacono, Suddiacono) e di un Prete Assistente. Riduzione della Messa papale, può essere celebrata al Trono o al Faldistorio secondo la dignità del celebrante e il luogo in cui celebra.

– Messa solenne: è quella cantata dal semplice Sacerdote con l’assistenza dei ministri superiori (Diacono, Suddiacono)

–  Messa cantata: celebrata in canto dal semplice Sacerdote con l’assistenza dei soli ministri inferiori

–  Messa letta, bassa o privata: il celebrante legge la Messa senza canto assistito da uno (o due) inservienti; Vescovi e Prelati possono godere di un’assistenza più completa.

La messa è l’unico e supremo rito sacrificale del cattolicesimo, centro della vita liturgica e mistica della Chiesa. La parola messa risale al VI secolo dopo Cristo e secondo il catechismo di san Pio X essa è “il sacrificio del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo che, sotto la specie del pane e del vino, si offre dal sacerdote a Dio all’altare, in memoria e rinnovazione del sacrificio della Croce. 

Il Concilio Vaticano II ha sancito la fine di questo rito detto tridentino. Quest’ultimo a dire il vero non fu mai abrogato, anzi, Benedetto XVI con il motu proprio “Summarum Ponticum” permise l’uso di tale liturgia antecedente al già citato Concilio, anche se equipararlo al nuovo rito non è altro che un tentativo di svilire il predetto rito. Nonostante il motu di Ratzinger, il rito tridentino trova ancora molti ostacoli tra le attuali istituzioni ecclesiastiche che continuano a preferire il Novus Ordo Missae indetto da Paolo VI, il quale presenta un rituale assai semplificato rispetto alla Tradizione liturgica. 

Nel “Breve esame critico del Novus Ordo Missae” scritto e presentato nel 1969 dai cardinali A. Ottaviani e A. Bacci, sottolineavano al Pontefice il pericolo reale della rivoluzione liturgica che minava l’unità della Chiesa cattolica in quanto “… vi si vuol far tabula rasa di tutta la teologia della Messa. In sostanza ci si avvicina alla teologia protestante che ha distrutto il sacrificio della Messa”. Le contraddizioni poste in risalto dai due cardinali tra antico e nuovo rito mettevano a fuoco la somiglianza della nuova liturgia a quella protestante appunto e l’aver scardinato sia sostanza e forma dell’antica, col risultato che essa si è ridotta ad una mera e semplice riunione tra fedeli dove non si compiva più il sacrificio di Nostro Signore, bensì ne si rievocava la sua presenza “spirituale”. Per fare un banalissimo esempio, nel rito romano antico il sacerdote celebra voltato verso l’altare senza mai dare le spalle all’altare, fungendo da intermediario tra Dio e il popolo dei fedeli. L’attuale forma liturgica non ha solo stravolto questa concezione, ma ha reso inutili – e talvolta distrutto – altari che erano veri capolavori artistici. Già da queste premesse si può evincere il fatto che la differenza tra antico e nuovo rito non risiede in una semplice disputa linguistica, bensì riguarda la validità tra le due formule.  Senza addentrarci in dispute squisitamente teologiche, per questi e altri motivi a partire dagli anni Settanta vi fu la controrivoluzione tradizionalista, capeggiata dall’illustre Vescovo francese Marcel Lefebvre che consacrò quattro vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X.

Il rito romano tradizionale non è altro che il frutto di uno sviluppo molto più antico, che risale ai primi secoli della vita della Chiesa e si collega con gli avvenimenti storici e politici più rilevanti di tutte le epoche. 

Già le prime comunità cristiane celebravano la messa come aveva stabilito Gesù Cristo, e nel 96 d.C. papa Clemente ai fedeli di Corinto parla di un rito sacrificale eseguito dai vescovi e dai preti, pur senza menzionare le parole dell’istituzione della consacrazione e dell’Eucarestia. Infatti è nel II secolo che si trova la prima descrizione della messa romana da parte di Giustino nella sua Apologia, distinguendola in due parti: quella didattica e la parte sacrificale riservata a coloro che hanno ricevuto il battesimo. Dopo la preghiera dei fedeli recitata dal celebrante la parte centrale con la recita dell’Eucarestia e della Consacrazione. 

È comunque nel periodo tra il 312 e il 390 d.C. che si assiste allo stabilizzarsi della liturgia, ovvero nel secolo dove Costantino rese libero il culto dei cristiani e Teodosio rese il Cristianesimo religione ufficiale dell’Impero Romano, grazie anche al Concilio di Nicea indetto nel 325 da san Silvestro, dove oltre alla condanna dell’eresia ariana si stabilirono norme più precise per la messa. Perché è proprio in questo secolo che la messa indica quell’insieme dei riti, testi e preghiere che costituiscono il culto eucaristico e l’uso della lingua latina come ufficiale non solo nell’impero, ma anche nella stessa messa, anche se già nel III secolo le lettere dei papi erano scritte sia in latino che in greco, a seconda dei destinatari, dove la prima vi si affermò sempre più (il greco ovviamente rimarrà nella liturgia orientale). 

Damaso I nel IV secolo fu determinante per lo sviluppo della liturgia romana, perché sviluppò il culto dei martiri con la determinazione del calendario dei loro anniversari, contribuendo a far erigere altari sulle loro tombe (martyrium): pensiamo ad esempio alla chiesa di san Pietro o a sant’Ambrogio. Lo stesso Damaso fu strenuo difensore per quanto concerne il primato di Roma, dichiarando nel concilio di Roma del 382 che “La santa Chiesa di Roma ha la precedenza su tutte, non grazie alla deliberazione di questo o quel concilio, ma perché il primato le fu conferito dalla frase di Nostro Signore e Salvatore riportata nel Vangelo”. Il Cristianesimo agli inizi del IV secolo dovette fare i conti con Diocleziano. Convinto restauratore del mos maiorum e del culto pagano emise degli editti contro la vera religione e i suoi seguaci, che subirono un vero genocidio. Ma nonostante ciò la crescita della ormai non più nuova religione e dei credenti non si arrestò, grazie ai papi, vescovi e fedeli martiri. 

Come accennato nel 312 vi fu la battaglia di Ponte Milvio, con la vittoria di Costantino, figlio proprio di Costanzo Cloro, che divenne unico imperatore e diede libertà ai cristiani con l’editto di Milano, fondando Bisanzio nel 330 d.C. Fonti ecclesiastiche dicono che Costantino andò in Oriente per lasciare Roma sotto il governo temporale dei papi. Non è un utopia se pensiamo che i papi di quei tempi, nella messa pontificia, assunto il ruolo di pontefix maximus ecclesiae celebravano con la paenula, una nera pianeta dai riflessi rossi sulla candida veste di lino, con l’orarium sulle spalle a forma di stola (l’odierno pallio). Più o meno la stessa vestizione dei precedenti imperatori che avevano autoassunto un carattere divino, solo che il papa non era altro che il Vicario di Cristo, suo primo ministro intercessore. Possiamo solo immaginare il popolo accalcato davanti alla chiesa di sant’Adriano al foro romano diventato il ritrovo della comunità cristiana e un tempo era la curia, sala di ritrovo dei senatori romani. Il papa nella cerimonia incede preceduto dall’arcidiacono che gli presenta i candidati agli ordini sacri e sceglie i testi per le letture indicati dal pontefice. La processione avanza al coro del Kyrie Eleison (Signore pietà) fino alla basilica del Laterano. Dopo le letture scandite dai salmi il papa pronuncia l’omelia dalla cattedra posta sull’abside della basilica, per poi giungere alla processione delle offerte del pane e del vino: segue l’orazione detta poi “segreta” perché pronunciata a bassa voce, e la consacrazione della comunione. Lo schema della messa è già definito, anche se mancano l’introito, l’offertorio e l’incenso. Altre aggiunte verranno eseguite da Gelasio I e Gregorio Magno, di cui fu grande la sua realizzazione per quanto concerne il Liber sacramentarius, che contiene orazioni e il Canone romano nella sua versione ormai definitiva, tutta cantata. Inoltre determinò le parti del canto del Kyrie e il posto definitivo del Pater Noster prima dei riti di comunione. Per la prima volta vengono fissate specifiche preghiere per ogni messa dell’anno e viene stabilito il nucleo di quello che sarà il messale romano di Pio V (il papa di Lepanto). Tuttavia il Canone romano fu sempre fatto risalire direttamente a Pietro, come ricorda il liturgista Klaus Gamber.”La sola cosa su cui i papi non cessarono di insistere fin dal V secolo era che bisognava adottare questo canone romano, essendo la loro motivazione che esso risaliva all’apostolo Pietro”. 

Un esempio diverso dalla liturgia romana è quella milanese detta ambrosiana, mentre in Francia si sviluppò quella chiamata impropriamente “gallicana” di origine sicuramente orientale, in uso fino a Carlomagno nelle Gallie e in buona parte dell’Occidente. Essa è più fastosa e ricca di esteriorità, ma anche più prolissa, rispetto a quella romana. 

Il Gloria Patri e il Confiteor faranno parte della liturgia dal XII secolo, dove il sacerdote sale all’altare e inizia quella che in antico era la messa dei catecumeni: incensato l’altare, legge l’introito, il Kyirie, il Gloria, poi la Colletta, .’Epistola, il Graduale, l’Alleuia, e il Tratto. Segue la lettura di un passo del Vangelo e la recita del Credo, la cui introduzione è del XI secolo.  Nel XV secolo il popolo volle che i preti recitassero all’altare l’inizio del Vangelo secondo Giovanni, tanto caro ad esso. Ma la vera uniformità arrivò all’indomani del Concilio di Trento grazie a san Pio V, che stabilì una versione uniforma del messale romano, dimostrando al tempo stesso tolleranza per le tradizioni che vantassero almeno due secoli di vita. 

In questo breve scritto, possiamo notare che la Messa come è nata subì nel corso dei secoli poche modifiche o aggiunte, senza mai rivoluzionare la propria sostanza e forma.

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