I Da Romano: fra storia e mito (parte prima) - Introduzione - Destra Brenta
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I Da Romano: fra storia e mito (parte prima) – Introduzione

La ricerca che cominciamo ad intraprendere ha come oggetto una ricognizione della storiografia dei da Romano con lo scopo di approfondire le relazioni che, ancora oggi, sussistono in maniera attiva fra passato e presente soprattutto in quelle zone che furono la base d’azione degli Ezzelini. 

L’arco storico preso in considerazione è molto vasto. Ha un inizio difficile da datare: i principali cronisti dell’epoca, Gerardo Maurisio e Rolandino, non risalgono più in là di Ecelo di Arpone, miles ab uno equo secondo il Rolandino, il quale sarebbe sceso dalla Germania in Italia nel 1036 al seguito di Corrado II il Salico (1027-1039). Ecelo avrebbe ricevuto dall’imperatore i feudi di Onara e di Romano, in un territorio che quindi si trova all’incrocio fra i possedimenti delle città di Padova, Vicenza, Treviso, Belluno. La storiografia del Novecento, in particolare Gina Fasoli, figura eminente della medievistica italiana, tende invece, in maniera convincente, ad anticipare la presenza dei da Romano visto la forza patrimoniale che da lì a breve la famiglia avrebbero dimostrato di possedere.

L’epilogo della storia dei da Romano ha invece delle date certe nel 1259 con la sconfitta e la morte di Ezzelino e nel 1260 con l’eccidio di San Zenone durante il quale veniva sterminata l’intera famiglia di Alberico.

Una periodizzazione interna della storia familiare viene data dall’albero genealogico: 

  • Ecelo figlio di Arpone: nato nel 1015 ca. e morto dopo il 1091; ebbe due figli Ecelo II e Alberico I; Ecelo II non ebbe eredi maschi pertanto i possedimenti andarono al figlio del fratello.
  • Ezzelino I il Balbo, figlio di Alberico nato tra il 1100 e il 1115 e morto dopo il 1183. 
  • Ezzelino II il Monaco, figlio di Ezzelino I nato nel 1150 ca. e morto tra il 1232 e il 1235.
  • Ezzelino III il Tiranno, figlio di Ezzelino II nato nel 1194 e morto nel 1259.
  • Alberico II, figlio di Ezzelino II e fratello di Ezzelino III nato nel 1196 e morto nel 1260.

La numerazione degli esponenti della famiglia subisce un cambiamento fra l’Ottocento e il Novecento: prima Ecelo era considerato Ezzelino I, quindi Ezzelino III era considerato il IV della famiglia.

Il membro più noto della famiglia è senza ombra di dubbio Ezzelino III; con lui la politica familiare raggiunge l’apogeo. Egli supera la visuale cittadina e sviluppa una politica regionale che assumerà per un paio di decenni una dimensione che per l’epoca potremmo definire internazionale. Parteciperà in maniera attiva ma soprattutto autonoma al confronto fra Federico II e il papato, divenendo principale interlocutore del primo in quel quadrante fondamentale che collega Italia e Germania e nemico fra i più temuti dal secondo, cosa che avrà un peso importantissimo nello sviluppo della propaganda prima e del mito poi. La maggior parte della produzione storiografica riguarda proprio questo personaggio: il membro della casata più noto ma anche il più originale, il più al di fuori degli schemi dell’epoca.

Il Duecento è un momento importante non solo per i diversi processi storici che prendono il via ma anche per la stessa storiografia. Sono soprattutto gli studi dell’Arnaldi a mettere in luce questi nuovi processi: con Ezzelino anche le cronache cominciano a superare l’orizzonte cittadino, aumenta il peso dei laici istruiti in particolare i notai ed inoltre i neonati ordini mendicanti riescono ad essere una potente cassa di risonanza degli eventi, seppur parziale e partigiana.

A partire dalle fonti coeve prende il via il nostro percorso storiografico che, attraverso un ordine cronologico, cercherà di dare conto delle diverse produzioni effettuate. La materia è vastissima pertanto abbiamo cercato di focalizzarci sugli inizi cioè sui cronisti della Marca trevigiana (chiamati anche ezzeliniani dall’Arnaldi) e alle ultime fasi cioè sui diversi studi effettuati nella seconda metà del Novecento e ad inizio del nuovo millennio, che come vedremo hanno un’importanza non solo locale ma anche nell’impianto della medievistica italiana, ad esempio con i già ricordati Fasoli e Arnaldi. Oltre ai primi e agli ultimi lavori sulla materia non possiamo non accennare a due grandi storici che fanno la periodizzazione della storia dei da Romano: il Verci, autore della Storia degli Ecelini che raccoglie un gran numero di fonti coeve (Codice Eceliniano) e il Brentari, divulgatore più che storico, il quale allarga la prospettiva con cui guardare gli Ezzelini. 

L’ordine che abbiamo voluto scegliere è quello cronologico ma le fonti indirette sono così copiose che si sarebbe potuto intraprendere anche un percorso diviso per tematiche: politica, religione, cultura, architettura, storia militare, folklore, etc. Un’altra divisione possibile è altrimenti legata ai lavori dei singoli storici contemporanei dato che tutti i principali medievisti (in particolare quelli delle Università di Venezia, Padova e Verona) hanno affrontato i da Romano da diverse angolazioni. La scelta cronologica è stata infine fatta per semplicità e chiarezza argomentativa.

La ricerca muove i primi passi a partire da opere di ampio respiro come il Dizionario Bibliografico degli Italiani della Treccani con le diverse voci dei da Romano, la Storia d’Italia di Galasso, particolarmente interessante per l’approccio regionale, e il lavoro di Castagnetti e Varanini Il Medioevo Veneto. Il cerchio sui da Romano si stringe con gli autorevoli cicli di studi tenuti a partire dal secondo dopoguerra: le giornate organizzate da G. Fasoli nel 1960 e raccolte negli Studi Ezzeliniani, da G. Cracco nel 1992 nei Nuovi Studi Ezzeliniani ed infine con il catalogo della mostra sugli Ezzelini tenuta a Bassano nel 2000. Altre opere che affrontano meno formalmente ma in maniera importante l’argomento sono gli studi sui cronisti e la cultura della Marca trevigiana, in particolare i lavori di G. Arnaldi, le giornate di studio dedicate a G.B. Verci nel 1988, o sulla Padova antoniana 1985. 

Alcuni spunti sono stati dati dalle risorse online, in particolare abbiamo fatto ricorso a www.regesta-imperii.de per la bibliografia, e ad www.academia.edu e Reti Medievali (www.rm.unina.it) per la ricerca e lettura articoli. Il materiale a disposizione risulta vastissimo e spesso molto specifico, utile per gli innumerevoli spunti e approfondimenti ma poco interessante per leggere la trama degli eventi.

La parzialità delle fonti coeve, i toni cupi, la damnatio memoriae che seguì il regime ezzeliniano non riescono però a spiegare il legame tutt’ora vivo fra le genti del bassanese e del pedemonte con i da Romano. Per una visione complessiva è stato necessario tener conto di un filone di studi relativamente recente che affronta le tradizioni locali e quindi il punto di vista antropologico ed etnografico; è un lavoro scientifico cominciato dal Brentari nella seconda metà dell’Ottocento e che vede nella produzione dell’Ortalli un continuatore contemporaneo particolarmente illuminante.

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