DDL ZAN vs MEDIEVALI - Destra Brenta
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DDL ZAN vs MEDIEVALI

La bagarre sulla mozione presentata contro il ddl Zan ci permette di fare alcune riflessioni che non vogliono alimentare dibattiti sterili ma dare chiavi di lettura diverse, magari smuovere certe certezze certissime.

In primis sulla mozione in sé. Come vediamo il ddl Zan (in breve)? Un ddl che propone di aggravare le punizioni per i reati commessi contro persone che hanno orientamento sessuale lgbtq.

Se si trattasse di aggravare le punizioni potremmo anche essere d’accordo ma per quale motivo solo determinate persone dovrebbero ricevere questa protezione: perché non tutelare maggiormente i minori? O le vittime di bullismo? O le persone disabili? Un comportamento contro la legge va punito a prescindere dal colore della pelle o dall’orientamento sessuale. Stiamo vivendo un paradosso: proprio la sinistra, una volta paladina dell’eguaglianza, ora chiede trattamenti giuridici diversi.

Aggiungiamo un’altra riflessione: non è indottrinando o punendo che si educa alla virtù. La legge Mancino, che ad esempio rende più gravi i reati legati al razzismo, ha forse sradicato il razzismo? No, tutt’altro, ha portato ad una polarizzazione delle posizioni senza risolvere il problema, creando anzi delle storture che rendono le diversità ancora più odiose.

Concludiamo rispondendo ad un paio di stereotipi abbastanza triti e ritriti per chi frequenta un po’ il mondo accademico ma che hanno anche un significato simbolico interessante:

Il “Medioevo buio” è un’espressione profondamente falsa e ideologizzata: in quale scienza o arte sarebbe stato buio (o quanto meno non proporzionato alle possibilità dell’epoca)? Per assurdo il tanto decantato XX secolo moderno, scientista e progressista ha conosciuto genocidi, olocausti, violenze e distruzioni come non era mai successo in tutta la storia dell’umanità.

Infine il sofisma della modernità: come se un conservatore fosse contrario al progresso “in sé” o come se si volesse tornare a vivere nel passato. È falso. Noi proponiamo una modernità alternativa (non individualista, non materialista, non liberale, non liquida, non destrutturante) ancorata a valori che reputiamo naturali cioè innati e sostanziali all’umano: la famiglia, la comunità, la religione.

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